Il trattamento si basa sull’assorbimento ottico della luce LASER da parte del cromoforo dei vasi sanguigni che è l’ossiemoglobina. Infatti l’energia laser di una definita lunghezza d’onda, assorbita dall’ossiemoglobina, si trasforma in calore determinando un danno termico (e non chimico come per la microsclerosi) sulle strutture vascolari.

L’utilizzo dei sistemi laser è sicuramente innovativo rispetto alle tecniche tradizionali:

– la scleroterapia per il trattamento delle vene varicose dà sicuramente eccellenti risultati su teleangectasie che possono essere incannulate, mentre vasi troppo piccoli non possono essere presi in considerazione con questo trattamento;

– l’elettrochirurgia, utilizzata per le piccole teleangectasie del viso, comporta un rischio elevato di cicatrici bianche o pigmentate e di cheloidi;

– diatermocoagulazione, intervento chirurgico, crioterapia a neve carbonica ed elettrocauterio utilizzati nel trattamenti di mangioni hanno spesso comportato, su lesioni di notevoli dimensioni, delle vistose cicatrici.

Tecnica

Durante la seduta è indispensabile indossare adeguati occhiali protettivi in quanto il raggio può causare danni permanenti alla retina. Il medico colpirà quindi selettivamente ogni capillare; il trattamento risulterà piuttosto fastidioso ed a volte, se i capillari sono di dimensioni elevate e quindi necessitino di energie maggiori, anche doloroso.

La quantità di tempo necessaria, per ogni seduta, dipende dalle dimensioni della superficie che deve essere trattata.

Risultati

Nessun tipo di LASER ad oggi, se non associato alla scleroterapia, permete di ottenere risultati soddisfacenti, a meno che non si tratti di piccole e limitate teleangectasie del tipo “da difficoltà di deflusso”, oppure angiomi o piccole malformazioni vascolari.

Complicanze

E’ possibile che si presentino degli effetti secondari indesiderati quali dolore, eruzioni cutanee, iperpigmentazione o ipopigmentazione nella zona in questione. A seconda della tendenza personale o familiare, potrebbero rimanere delle cicatrici che risultano essere imprevedibili.

Dopo la terapia la cute si presenterà arrossata più o meno intensamente e tale rimarrà per 1-5 giorni. Vi possono essere anche zone di gonfiore e di edema. A livello di questi punti o nelle zone più intensamente arrossate si possono evidenziare vescicole o bolle e quindi croste come un’intensa scottatura solare. Dopo il trattamento LASER pertanto il quadro potrebbe sembrare peggiore, ed a volte è necessario anche un mese prima che le piccole crosticine che possono formarsi (e che non vanno assolutamente staccate o grattate), passino da sole. Questa pertanto, più che una complicanza è la naturale evoluzione del trattamento LASER.

E’ necessario in questo periodo evitare l’esposizione solare (in genere per i 30 giorni successivi alla seduta di laserterapia); nei 10 giorni successivi al trattamento si consiglia di applicare topici emollienti e di utilizzare creme schermanti solari nel caso sia interessata una zona fotoesposta.

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