Teleangectasie e Reticolari degli arti inferiori

 

Le Teleangectasie rientrano, secondo la classificazione internazionale attualmente in uso (CEAP), nel I° grado dei “disordini” o disturbi vascolari; in pratica costituiscono il “problema estetico” della flebologia ed uno dei problemi estetici in generale più diffusi nella popolazione. A volte però questo disturbo non è solo di tipo estetico, ma può anche accompagnarsi ad un corteo di segni e sintomi che vanno sotto il nome di “flebopatia ipotonica” ed in tal caso il trattamento permette anche il controllo di tali sintomi.

Ad oggi infatti non esiste ancora “l’arma” ottimale ed univoca nel trattamento di questo “disordine”, ma i migliori risultati si hanno, come dimostrano gli studi effettuati e l’esperienza mia e di tutti i colleghi più esperti che da anni si occupano di tale problema, mediante un approccio integrato, utilizzando tutti i mezzi più moderni a disposizione, a partire da una corretta diagnosi che soltanto un angiologo preparato sull’argomento può effettuare.

Le patologie estetiche

Le varici, le varicosità e le teleangectasie costituiscono spesso, come si è detto, un “problema estetico” poiché sono in pratica delle “malattie che si vedono”; sono contemporaneamente patologia ed inestetismo e richiedono un trattamento che migliori o corregga, quando è possibile, l’alterazione funzionale emodinamica venosa migliorando, contemporaneamente, anche l’aspetto esteriore dell’arto stesso.

Le teleangectasie

Le teleangectasie quindi non sono un capriccio femminile, ma rientrano spesso nel campo dei “disordini” flebologici o si accompagnano a vere e proprie malattie che, sempre, devono essere diagnosticate e classificate.

Esistono sei grandi gruppi di teleangectasie:

  1. Teleangectasie da reflusso
  2. Teleangectasie da iperafflusso
  3. Teleangectasie da difficoltà di deflusso
  4. Teleangectasie da angiodisplasie
  5. Teleangectasie da sindromi ipodermosiche cellulitiche
  6. Teleangectasie iatrogene

Il trattamento mirato delle teleangectasie richiede, prima di tutto, una diagnosi precisa ed una classificazione che deve essere completa ed allargata allo studio del fototipo e della situazione metabolica ed ormonale del paziente.

Per prima cosa occorre escludere, mediante uno studio EcoColorDoppler, la possibile concomitanza di reflussi  ( incontinenza valvolare ) del circolo venoso profondo e superficiale. In presenza di tali patologie il trattamento delle sole telangectasie e’ inutile, in quanto non verrebbe trattata la causa delle stesse telangectasie e quindi il trattamento sclerosante o termico laser avrebbe il risultato di chiudere alcuni capillari che pero’ darebbero il la’ alla dilatazione di altri capillari nella stessa zona. Ecco il perche’ di molti insuccessi nel trattamento delle telangectasie. Una errata diagnosi sul tipo di telangectasie porta ad un sicuro insuccesso della terapia.

Il trattamento

Il trattamento base di qualunque sindrome teleangectasica è la terapia sclerosante.

Ci sono però dei casi, come il matting, le pigmentazioni e le telangectasie rosse su pelle chiara (fototipo 1-2), che rispondono splendidamente al trattamento con luce pulsata, oppure al laser a diodo a 532 nanometri. Questa metodica è assolutamente necessaria nel trattamento di couperose, angiomi piani e per i capillari in persone con pelle chiara. Altre volte, per le teleangectasie più scure (blu) delle gambe, può essere utilizzato alternativamente od in associazione alla scleroterapia, il laser a NdYag: 1064 nm e/o KTP 532 nm.

Risulta quindi chiaro come il trattamento delle teleangectasie richieda un trattamento integrato, basato su una precisa diagnosi e classificazione, e sull’utilizzazione di varie metodiche finalizzate al raggiungimento dello scopo clinico ed estetico.

Esse, a differenza delle varici più grosse, non scompaiono subito, ma solo a poco a poco, nell’arco di 3-6 mesi, nel corso dei quali può essere necessaria qualche sclerosi di richiamo. Ogni decisione circa il loro trattamento deve, pertanto, rimanere prerogativa solo del medico e non del paziente.


In conclusione è importante ricordare che:

NON E’ VERO CHE I CAPILLARI UNA VOLTA TRATTATI RITORNANO.
E’ possibile invece che ne sopraggiungano altri, che comunque si sarebbero formati indipendentemente dal trattamento effettuato ( ad eccezione  delle  teleangectasie iatrogene post-operatorie o post-scleroterapiche, comunque rare). Come riferito e ribadito più volte,  le teleangectasie rientrano appieno nel disordine o malattia flebologica, che per sua natura è ereditaria, cronica ed ingravescente. Per mantenere quindi sotto controllo il problema possono essere necessarie nel corso del tempo delle sedute di richiamo.

Terapia sclerosante

E’ la tecnica considerata, tra gli specialisti delle vene, quella più efficace per trattare questo inestetismo.

Terapia termica laser

Il trattamento si basa sull’assorbimento ottico della luce LASER da parte del cromoforo dei vasi sanguigni.

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